Secondo lo scrittore siciliano Rocco Pirri la chiesa di San Domenico e attiguo convento furono eretti nel 1461. Due secoli dopo l’illustre Modicano Placido Carrafa ci dice come nel 1650 l’ordine domenicano fosse “fiorente e rispettabile sotto la tutela del suo fondatore”. Niente di questa chiesa potrebbe essere compreso senza far riferimento all’Ordine fondato da Domenico di Guzman. Da qui può iniziare il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie di questa chiesa, tanto piccola nelle dimensione quanto grande nel suo significato. Iniziamo dalla facciata e dallo stemma che sovrasta il portone d’ingresso.

 Lo stemma posa su tutta la larghezza dell’arco di ingresso. Un’opera attenta al particolare e formale nel gusto. Non vi sono decorazioni eccessive e ogni oggetto e simbolo è collocato in una posizione precisa ed istruttiva.

 Dall’alto in basso possiamo vedere:
La corona che sovrasta la data 1678(pre-terremoto), l’iscrizione:

“Ordo regalis fulgens doctrinis sactis,& dignitatib” –

“Il real ordine risplendente delle sante dottrine e dignità”.

A seguire il Triregno la corona dei papi(1), due galeri(2) e al centro lo scudo(3): in questo un cagnetto, che ritroveremo ai piedi della statua in basso a sinistra sulla facciata, addenta un bastone accanto una spada e una palma, il crocifisso e la stella a otto punte(simbolo della predestinazione); lo scudo è circondato dalla croce fiordaliso(con le punte a fiore). Gli angeli(5) e a destra un rosario che fa da cornice all’iscrizione IHS(6) la quale fa il verso al suo simile a sinistra che circonda un ostensorio e due candele(7), entrambi terminano su due pigne(8).
Una signorina fa da raccordo al portone(9) le cui foglie di acanto al centro sono il punto d’arrivo di quattro stelle a sei punte.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *