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Successione nella Contea di Modica: Manfredi I Chiaramonte

Manfredi accettò la Contea non solo per aver combattuto valorosamente gli angioini ma anche perché in parte ne aveva diritto come successore della madre Marchisia Prefolio, la quale aveva ereditato la contea di Ragusa dal fratello Federico Prefolio, i cui possedimenti comprendevano la città di Caccamo. Il resto, Modica e Scicli, l’ottenne dal re avendo sposato Isabella Mosca e succedendo a quella casata che fino ad allora aveva governato su queste città salvo poi parteggiare per gli angioini perdendone definitivamente il possesso.
Questi fu dunque il primo Conte della nuova Contea, un uomo la cui famiglia nel tempo avrebbe ricevuto, subito o in seguito, le più alte cariche dello Stato ed avrebbe espanso i domini del proprio casato fino a comprendere vasti feudi nei territori di Agrigento, Palermo e altre città, il possesso di Racalmuto, Favara e Siculiana, Comiso come signoria acquistata dal fratello Giovanni Il Vecchio.
Avendo combattuto valorosamente gli angioini e servito fedelmente il suo Re viene investito della carica di Siniscalco(cioè Sovrintendente della Casa Reale del Regno).
Manfredi proveniva dal casato dei Chiaramonte, originari di Clermont(Piccardia) capitale del paese d’Auvergne, fin dall’epoca normanna incontriamo questo cognome in molti documenti, poiché in quanto guerrieri(i Chiaramonte), ovunque c’era da guadagnare onori e concessioni, correvano a sfidare i pericoli.
Nel 1299 le truppe angioine avevo distrutto la città di Gulfi, il Chiaramonte ne costruì un’altra in luogo più alto e di facile difesa, vi trasferì i superstiti del vecchio abitato e gli diede il nome che noi tutti conosciamo di Chiaramonte Gulfi per eternare sia il nome del casato che quello della città scomparsa.
Provvide per se ed il suo casato, in un’epoca in cui era sinonimo di grandezza e ricchezza, ad un’ampia politica edilizia costruendo sontuosi palazzi ad Agrigento ed a Palermo, dove in Piazza Maria esiste ancora il grandioso edificio dello “Steri”, da lui iniziato, sede dal 1400 in poi dei Vicerè di Sicilia. Fortificò Caccamo e fece innalzare un ponte sul fiume che interessava il paese.
Ambasciatore inviato dal Re all’imperatore del Sacro Romano Impero Ludovico VII di Lussemburgo per stringere alleanza con il regno di Sicilia. Nel 1312 maritò la figlia Costanza con Francesco Ventimiglia, Conte di Geraci, il quale avendo ripudiato successivamente la moglie sarà ferito gravemente da Giovanni Chiaramonte, fratello della sposa.
Morì nel 1321, e fu sepolto in S.Giorgio di Modica come vuole l’Inveges(storico), o a S.Niccolò alla Kalsa secondo il Villabianca, lasciando il ricco retaggio all’unico figlio Giovanni, ancora fanciullo.
Seguiranno approfondimenti sull’amministrazione chiaramontana della nostra città.

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